Ivan Ferrero, Psicoterapeuta

Come funziona il percorso

Qui c'è tutto il dettaglio: come è fatta la valutazione, quante sedute sono, dove ci si ferma a decidere, quanto costa in tutto. È la pagina per chi sta valutando concretamente se questo è il percorso giusto, e vuole i numeri prima di decidere.

A questa pagina si arriva da due strade

C'è chi arriva dopo il test o dopo la guida, dopo settimane passate a leggere e a rimandare. E c'è chi arriva dopo aver girato studi medici, con in mano un referto che non ha trovato niente. Il percorso descritto qui sotto è lo stesso per tutti e due. Il punto di partenza no: chi ha già escluso le cause fisiche e ha già provato qualcosa non ricomincia da capo, e la prima conversazione parte da quello che è già stato fatto invece che da zero.

Quello che ho scritto qui è la struttura completa, compresi i soldi e i limiti. La scrivo prima e non dopo per una ragione precisa: chi arriva a questa pagina ha quasi sempre alle spalle qualcosa che è finito senza che nessuno dicesse quando sarebbe finito. Una visita, una ricetta, un tentativo, a volte un percorso che si allungava senza direzione. La cosa che posso mettere sul tavolo in anticipo è il metodo, e la metto tutta.

Le tre parti del percorso

1

Valutazione in due tempi

€230, una volta sola. Comprende i questionari che compili da solo, 75 minuti in videocall e la mappa del percorso

Il primo tempo è tuo: una serie di questionari brevi e un diario di tre righe sulla settimana appena passata, che compili da solo prima di vederci. Sono strumenti usati anche in ambito urologico e psicologico, e servono a misurare quanto pesa la difficoltà e quale meccanismo la tiene in piedi. Non dicono se la causa è fisica o psicologica: quello lo dicono gli accertamenti medici, e chi promette il contrario promette una cosa che quei questionari non fanno. Il secondo tempo è la seduta di 75 minuti, costruita per arrivare a una cosa sola: quale meccanismo tiene in piedi la difficoltà adesso, che quasi mai coincide con quello che l'ha fatta partire. Quello che ne esce non arriva come riassunto, arriva come mappa del percorso: due pagine scritte, consegnate all'inizio della prima seduta, con quello che è emerso raccontato con le tue parole, il primo bersaglio, il piano a sedute contate, le quattro misure e il compito della prima settimana. Niente punteggi, niente etichette: non aiutano nessuno a fare niente. La mappa resta tua anche se decidi di non proseguire.

2

Otto sedute, con revisione alla quarta e all'ottava

€120 a seduta, 50 minuti, in genere settimanali

Otto sedute non è una previsione di quando le cose andranno meglio: è la dose su cui il percorso è costruito, e viene dagli studi che hanno misurato percorsi di questo tipo. Ogni seduta ha la stessa forma: i primi dieci minuti si guardano il compito della settimana e il grafico delle misure, poi c'è un bersaglio solo, poi esce un compito con giorno, ora e luogo, e una previsione scritta di come pensi che andrà, che alla seduta dopo si confronta con quello che è successo davvero. Alla quarta e all'ottava seduta una parte del tempo non serve a lavorare, serve a decidere, con i numeri sul tavolo. Le uscite possibili sono tre, le stesse in entrambi i punti: si continua come previsto; si cambia bersaglio, perché quello scelto non era quello giusto; oppure ci si ferma, con un invio a un altro professionista se serve. Se all'ottava i numeri lo indicano si possono aggiungere quattro sedute, ma solo se ricorrono condizioni dichiarate in anticipo, mai perché sembra giusto.

3

Due richiami

€120 ciascuno. Uno fra quattro e otto settimane dalla fine, uno a tre mesi

Non sono una coda del percorso: sono due sedute singole, con le date fissate in calendario prima di salutarsi. Si rimisura, si guarda cosa è successo senza di me, si aggiusta il piano su quello che è successo davvero. Se nel frattempo c'è stato un episodio andato male, meglio: è la prova generale, ed è meglio farla mentre sono ancora raggiungibile.

Come è costruito, e perché così

Il percorso è costruito su tecniche che hanno studi alle spalle, montate in una sequenza pensata per andare dritta al punto invece di allargarsi. Quattro regole lo tengono in piedi, e sono le stesse che rendono possibile dichiarare un tetto.

La dose è dichiarata

Si sa dall'inizio quante sedute sono, quando si guardano i numeri e quanto viene in tutto. Il motivo principale per cui i percorsi si interrompono, nei dati, è che l'esito resta sotto un'aspettativa che nessuno aveva mai messo per iscritto.

Un bersaglio per seduta

Ogni seduta muove una cosa sola e dice quale. Se ne muove due, una delle due è un riempitivo, e qui i riempitivi costano 120 euro l'uno.

Il lavoro sta fuori dalla stanza

La seduta serve a capire cosa è successo e a decidere il passo dopo. Il lavoro succede negli esercizi fra una seduta e l'altra, e negli studi il modo in cui vengono fatti pesa sull'esito più di quasi tutto il resto. Ogni compito ha una versione da cinque minuti per le settimane storte, e quella versione conta come compito fatto.

I numeri si guardano insieme

Quattro misure, raccolte da te e non da me: un numero da 0 a 10 ogni settimana, sette frasi su come vivi quei momenti ogni due settimane, cinque domande sulla funzione erettile ogni quattro, e il diario, che è l'unica cosa che non dipende da come te lo ricordi. Il grafico lo vedi tu, all'inizio di ogni seduta.

C'è una quinta cosa, che di solito non si scrive. I pezzi di cui è fatto questo percorso hanno studi alle spalle, alcuni solidi e altri preliminari, e quando sono preliminari lo dico mentre li propongo. Il modo in cui li ho montati insieme, come sequenza, non è stato testato come sequenza: lo scrivo perché è vero. Nessuno può prometterti un esito, e chi lo fa ti sta vendendo qualcosa. Quello che posso dichiarare è il metodo: alla quarta e all'ottava seduta si guardano i numeri insieme, invece di andare avanti uguale.

Se c'è un farmaco, e se c'è una partner

Il farmaco. Non è un concorrente di questo lavoro e non è una stampella da smontare. Fa quello che sa fare, che è metà del lavoro: agisce sull'idraulica, per qualche ora. L'altra metà è il motivo per cui l'allarme si accende prima ancora che l'idraulica entri in gioco, e lì il farmaco non arriva. Le revisioni disponibili non dicono che il lavoro psicologico batte il farmaco: dicono che insieme reggono meglio di ciascuno da solo, e le linee guida europee del 2025 raccomandano di combinarli. Ogni decisione sulla terapia resta del tuo medico: io non prescrivo e non suggerisco di sospendere niente. Se serve, scrivo al tuo medico una nota che dice cosa stiamo facendo, e gliela porti tu.

La partner, se c'è. Entra alla terza seduta, e prima riceve una lettera che le spiega cosa succede, cosa aiuta e cosa non aiuta anche quando viene naturale. La lettera passa da te, non da me. Il suo posto è preciso: non è la paziente e non è la terapeuta, e il suo compito non è far andare le cose più in fretta. Il lavoro insieme serve a due cose che si vedono nei dati: che quello che si ottiene regga nel tempo, e che la relazione ne guadagni.

Se non c'è. Il percorso funziona lo stesso, e i protocolli che hanno misurato risultati in questo campo esistono anche in versione individuale. Cambia una cosa sola: la parte relazionale non diventa facoltativa, diventa una scala di situazioni costruita insieme, con giorni e orari. Renderla facoltativa significherebbe dare ragione all'evitamento, che è esattamente il meccanismo su cui si lavora.

Investimento complessivo e trasparenza

Ti metto i numeri davanti con onestà così puoi valutare in modo informato.

Valutazione in due tempi: €230, una volta sola. Percorso: €120 a seduta. I primi due incontri, cioè la valutazione e la prima seduta, sono quindi 350 euro, e lo scrivo qui invece di lasciartelo scoprire per addizione.

L'ordine di grandezza dell'insieme: la valutazione più otto sedute più i due richiami sono intorno a 1.430 euro. Se all'ottava i numeri indicano di aggiungere quattro sedute si arriva intorno a 1.910 euro. È una forchetta, non un preventivo: serve a sapere adesso di che cifra si parla.

Non c'è niente da pagare in blocco e niente da firmare: si paga seduta per seduta e ci si ferma quando si vuole, anche fra la terza e la quarta, anche il giorno prima di una revisione. L'unica cosa che chiedo è che quando ci si ferma lo si faccia avendo guardato i numeri insieme, non in silenzio. Fattura regolare emessa dopo ogni seduta, detraibile come spesa sanitaria al 19% in sede di dichiarazione dei redditi.

Non pratico riduzioni di prezzo strutturali: il prezzo riflette il costo reale di questo tipo di lavoro clinico, dell'aggiornamento continuo e del tempo dedicato tra una seduta e l'altra (la mappa, le misure, lo studio del caso). Un prezzo più basso significherebbe uno di questi elementi sacrificato, e su problematiche di questo tipo non è accettabile.

C'è però un sostegno che non è una riduzione di prezzo: il Bonus Psicologo, il contributo pubblico dell'INPS. Sono tra i professionisti aderenti, quindi se ti viene riconosciuto puoi usarlo qui per alleggerire la quota dei primi mesi. Qui ti spiego come si incastra nel percorso; i conti sul tuo caso li facciamo quando ci scriviamo.

Domande

"Quindi mi devo fare vent'anni di analisi."

No, ed è la ragione per cui questa pagina esiste. Il percorso è costruito su otto sedute, con due punti in cui si guardano i numeri e si decide fra tre uscite, e il totale è scritto prima di cominciare. Se alla quarta seduta le misure sono ferme, non si va avanti uguale e più a lungo: si cambia bersaglio o ci si ferma. Un percorso che si allunga senza direzione tradisce il patto con cui una persona entra.

"Se non ha funzionato niente, perché dovrebbe funzionare questo?"

È l'obiezione più solida, e non ha una risposta rassicurante. Ha una risposta descrittiva: quei tentativi hanno prodotto informazione. Sapere cosa è stato provato e come è andata dice dove il meccanismo si inceppa, ed è la prima cosa che si guarda in valutazione. Se il farmaco ha funzionato una volta e la volta dopo no, quella differenza è il dato più utile disponibile. E se non ha tenuto, la domanda utile non è perché non ha funzionato, ma cosa hai concluso quando non ha funzionato: quasi sempre è lì che sta il pezzo su cui si lavora.

Cosa contiene esattamente la mappa del percorso?

Cinque blocchi: quello che è emerso in valutazione, scritto con le parole con cui l'hai raccontato e senza termini tecnici; il primo bersaglio, una riga sola; il piano a sedute contate, con le date delle due revisioni e il totale dichiarato; le quattro misure con la loro cadenza; il compito della prima settimana, con giorno, ora e luogo, e la sua versione da cinque minuti. Più una riga su quello che non prometto. Sono due pagine, mai tre, e restano tue.

"Sono qui perché me l'ha chiesto la mia compagna. Vuol dire che la colpa è mia?"

No, e la lettura per colpa è la prima cosa che si toglie di mezzo, in tutte e due le direzioni. Quando una difficoltà dura, a spegnersi non è solo il corpo: è la conversazione. Si evita l'argomento, poi si evita l'occasione, e la distanza cresce da sola. Va bene arrivare qui perché te l'ha chiesto qualcun altro. Entro la terza seduta però si guarda se è diventata anche una cosa tua, perché è quello che regge il percorso: se non lo è diventata, lo diciamo e decidiamo cosa farne, invece di andare avanti per inerzia.

Si può fare una sola seduta ogni due settimane?

Sconsigliato nelle prime otto. La cadenza settimanale non è un arbitrio: è quello che tiene insieme il compito di una settimana e la revisione della successiva, e senza quella catena il grafico non dice più niente. Dopo la fase attiva la distanza si allarga per costruzione: i due richiami sono a settimane e poi a mesi di distanza.

Cosa succede se devo cancellare una seduta?

Cancellazione gratuita con almeno 24 ore di preavviso. Meno di 24 ore, la seduta viene addebitata come da prassi clinica condivisa. Questo non per rigidità, ma perché quello slot era riservato a te e non è rimpiazzabile in tempi brevi.

Come si svolgono le sedute in pratica?

Tutte le sedute sono in videocall su piattaforma sicura dedicata alla sanità, non Zoom o Google Meet generici. Ti mando il link prima di ogni sessione. Ti serve una connessione stabile, uno spazio privato dove non essere interrotto, e cuffie per la riservatezza. Il resto lo gestisco io.

E se dopo la valutazione decido di non proseguire?

Nessun problema, e nessuna penale. La mappa del percorso è tua e puoi portarla a un altro professionista se decidi di cercare un'altra strada: è scritta per essere leggibile anche fuori da qui, non è un documento che vale solo dentro il mio percorso.

Accetti assicurazioni o forme di rimborso?

Al momento lavoro esclusivamente in regime privato. Le sedute con psicoterapeuta iscritto all'albo sono detraibili al 19% come spese sanitarie nella dichiarazione dei redditi italiana: conserva le fatture e portale al commercialista. Alcuni fondi sanitari integrativi rimborsano parzialmente: verifica con il tuo fondo specifico.

Si può usare il Bonus Psicologo?

Sì. Sono iscritto all'elenco dei professionisti aderenti al Bonus Psicologo, il contributo pubblico INPS per le sessioni di psicoterapia: se la tua domanda viene accolta, puoi usarlo direttamente nel nostro percorso e alleggerire la quota dei primi mesi. Ho preparato una pagina che spiega come si incastra nel percorso; i numeri sul tuo caso li vediamo quando ci scriviamo.

Prima di prenotare posso farti qualche domanda?

Sì. Scrivimi quello che ti serve sapere, rispondo io. Le domande sulla struttura, sui costi e su cosa succede se non funziona sono le domande giuste da fare prima, non dopo.

Il passo successivo è la richiesta di valutazione

Se la difficoltà di cui parliamo dura da un po', i controlli medici li hai già fatti e quello che hai provato non ha tenuto, il punto di partenza è la pagina sulla disfunzione erettile con esami a posto: la richiesta di valutazione si fa direttamente da lì, e la prima cosa che ti chiedo è di raccontarmi in tre righe cosa hai già provato.

Se preferisci scrivermi da qui, va bene lo stesso: rispondo io, di solito entro 24 ore lavorative, con due possibilità di orario.

Scrivimi via email, ti rispondo entro 24 ore

Più privacy La mail arriva direttamente a me (ivan@ivanferrero.it). Niente moduli anonimi, niente filtri. Ti rispondo personalmente.

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