Ivan Ferrero, Psicoterapeuta
Hai già fatto la tua parte: la visita, gli esami, forse più di un tentativo. Il referto non ha trovato niente, e la difficoltà è rimasta lì dov'era. Questa pagina è per chi è arrivato a quel punto e cerca il passo successivo, non un'altra spiegazione.
Mi scrivi in tre righe cosa hai già provato e come è andata. Ti rispondo io, con due possibilità di orario per una chiamata di 15 minuti.
Se preferisci un messaggio, puoi scrivermi su WhatsApp. Se invece vuoi prima mettere a fuoco a che punto è la difficoltà, ci sono cinque domande e le risposte restano sul tuo telefono.
Se stai leggendo per il tuo compagno, più in basso c'è un passaggio scritto per te.
Ivan Ferrero
Psicologo e psicoterapeuta. Iscritto all'Albo degli Psicologi della Lombardia, sezione A, n. 16571 dal 2006. Lavoro online, in italiano, e rispondo personalmente alle email.
Chi arriva qui di solito si presenta con una lista di cose che non hanno funzionato, e la legge come una condanna. È il contrario: quella lista è la parte del lavoro che è già stata fatta, e nessuno la rifà da capo.
Nessuno può prometterti un esito, e chi lo fa ti sta vendendo qualcosa. Quello che posso dirti è come si lavora, quanto dura, quanto costa e cosa serve perché abbia senso provarci.
Un esame misura una struttura: vasi, ormoni, nervi, pressione. È una fotografia dell'idraulica a riposo, ed è esattamente il motivo per cui può risultare perfetta mentre la difficoltà continua. L'erezione non è solo idraulica: è una risposta involontaria che si accende quando l'attenzione è sull'esperienza, e che si spegne quando l'attenzione si sposta sul controllo del risultato.
Il punto in cui questa cosa si rompe ha un nome tecnico, spectatoring: la persona smette di essere dentro la scena e ne diventa lo spettatore, controlla dall'esterno se il corpo sta rispondendo, e quel controllo è incompatibile con la risposta che sta controllando. È lo stesso paradosso dell'insonnia: più ci si concentra sul voler dormire, meno si dorme.
Da lì il processo si chiude su se stesso in modo prevedibile. Un episodio in cui non ha funzionato lascia un'ipotesi. L'ipotesi diventa attesa, l'attesa arriva prima del desiderio, l'attenzione si sposta sul monitoraggio, il corpo non risponde, e l'esito conferma l'ipotesi di partenza. Alla volta successiva il ciclo parte con più anticipo. A quel punto molti cominciano a evitare l'occasione prima ancora che si presenti, e l'evitamento riduce la frequenza degli episodi negativi mentre alza il peso di ognuno.
Quello che uno psicologo guarda, dove il referto si ferma, è questa sequenza: in quali situazioni si accende e in quali no, che cosa succede nei secondi in cui l'attenzione si sposta, quali significati sono stati attribuiti al primo episodio, che cosa è cambiato nella conversazione con la partner. Sono elementi osservabili e descrivibili, non impressioni, ed è su quelli che si costruisce un piano di intervento.
Causa psicologica non significa immaginaria, e non significa colpa. Significa che il punto in cui intervenire è un altro.
La strada del farmaco è sensata e per molti è quella giusta da provare per prima. Vale però la pena sapere come va, nei numeri, dopo il primo mese.
Metà di chi comincia con la pillola smette entro un anno. Una meta-analisi su 22 studi e 162.936 pazienti documenta un abbandono dei farmaci per l'erezione intorno al 4% al mese, quasi il 50% entro dodici mesi, più alto nei giovani. Le ragioni principali non sono di efficacia meccanica: sono relazionali e di percezione. Si smette anche quando i rapporti riescono, il che dice che la partita non si giocava lì. La pillola lavora sull'idraulica per qualche ora, e il motivo per cui l'allarme si accende lavora su una scala diversa.
Sull'altro versante, le revisioni sistematiche disponibili confrontano il lavoro psicologico, il farmaco e i due insieme. Una revisione Cochrane su 11 studi e 398 uomini ha misurato una riduzione della persistenza della difficoltà con l'intervento psicologico rispetto al non trattamento, e un vantaggio della combinazione rispetto al solo farmaco. Nella stessa revisione, chi affronta le due cose insieme tende ad andare avanti invece di fermarsi a metà. Una meta-analisi successiva su 8 studi e 562 pazienti propone il trattamento combinato come prima scelta.
Questo è quanto dicono i dati su una popolazione. Non dicono cosa succederà a te, e nessuno studio può dirlo. Il farmaco e il percorso psicologico non sono alternative in concorrenza: nella letteratura recente stanno bene insieme, e se in questo momento la pillola ti serve, non è una cosa da smettere per cominciare.
Non ti dico che funzionerà. Ti dico come si lavora, e cosa serve perché abbia senso provarci. Se dopo la valutazione emergono indicatori di una componente organica, te lo dico con chiarezza e ti indirizzo verso il professionista giusto.
Se vuoi controllare tu stesso: Corona G. et al., Sildenafil, vardenafil and tadalafil dropout rates, Andrology, 2016 (22 studi, 162.936 pazienti) · Melnik T., Soares B.G., Nasselo A.G., Psychosocial interventions for erectile dysfunction, Cochrane Database of Systematic Reviews, 2007 · Schmidt H.M., Munder T., Gerger H., Frühauf S., Barth J., Combination of psychological intervention and phosphodiesterase-5 inhibitors for erectile dysfunction, The Journal of Sexual Medicine, 2014 · Capogrosso P. et al., One patient out of four with newly diagnosed erectile dysfunction is a young man, The Journal of Sexual Medicine, 2013.
Su questa pagina i numeri stanno scritti in chiaro, perché chi ha già fatto il giro dei medici non ha bisogno di essere convinto: ha bisogno di sapere in cosa entra.
15 minuti, videocall, non si paga
Serve a me per capire da dove parti, e a te per capire se sono la persona giusta. Non contiene interventi clinici e non impegna a niente. Se il tuo caso non rientra nel lavoro che faccio, te lo dico e ti indirizzo altrove.
€230, seduta singola di 60-75 minuti, report incluso
Una seduta approfondita con strumenti validati dalla ricerca internazionale (fra cui l'IIEF-5, lo stesso questionario che trovi negli ambulatori di andrologia) più un'intervista clinica sulle situazioni, sui tentativi già fatti e sul contesto relazionale. Nei giorni successivi ricevi un report scritto: il tuo profilo su quattro dimensioni e un piano di intervento. Il report resta tuo anche se decidi di non proseguire.
€120 a seduta, in genere settimanale
Sedute individuali online di 50 minuti, in fasi con obiettivi definiti e rivalutazioni periodiche con gli stessi strumenti dell'inizio, così il cambiamento si misura invece di raccontarlo. Per una difficoltà di erezione su base psicologica senza componente dipendenziale la durata tipica è 4-6 mesi.
Si paga seduta per seduta. Nessun pacchetto da versare in blocco, nessun impegno da firmare, ci si ferma quando si vuole e senza penali.
Disdetta gratuita fino a 24 ore prima. Sotto le 24 ore la seduta viene addebitata: quello slot era riservato e non è rimpiazzabile in tempi brevi.
Fattura dopo ogni seduta, detraibile al 19% come spesa sanitaria nella dichiarazione dei redditi.
Il dettaglio completo di fasi, strumenti e investimento sta nella pagina su come funziona il percorso.
Se cerchi qualcuno che ti ascolti e basta, probabilmente non sono la persona giusta. Se cerchi qualcuno che ti dica cosa sta succedendo, su quali elementi si interviene e in che ordine, allora sì. Il lavoro parte da dati raccolti, procede per obiettivi definiti e si misura con gli stessi strumenti a distanza di mesi: è una struttura, non una conversazione a tema.
Non è la strada giusta se la difficoltà è comparsa da poche settimane dopo un evento isolato e non si è ancora stabilizzata, se non hai ancora escluso le cause fisiche (in quel caso il primo passo è il medico, non io), o se quello che cerchi in questo momento è una lettura e non un percorso.
Va bene arrivare qui perché te l'ha chiesto qualcun altro. Nella prima conversazione si guarda anche se diventa una cosa che vuoi tu, perché è quello che regge il percorso. E se stai leggendo per il tuo compagno: puoi fargli sapere che questa porta esiste, non puoi attraversarla al posto suo, e non è compito tuo farlo.
Scrivimi cosa hai già provato e come è andata: bastano tre righe, anche con un nome di fantasia. Ti rispondo personalmente entro 24 ore lavorative, con due possibilità di orario per la chiamata di 15 minuti.
Oppure se preferisci, mandami un messaggio su WhatsApp →
Se la parte difficile è proprio scrivere il primo messaggio, qui trovi cosa succede quando chiedi aiuto, passo per passo.
Strumento clinico validato (IIEF-5). Misura la gravità, non la causa, e le risposte restano sul tuo dispositivo.
Se in questo momento vuoi solo leggere qualcosa, c'è la guida «Quando la testa spegne il corpo», che spiega il meccanismo. La ricevi per email.
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